L'Apparizione della Madonna col Bambino al beato Marcolino Amanni di Forlì oppure La Madonna col Bambino che appare al beato Marcolino Amanni di Forlì è un dipinto a olio su tela (335x221) realizzato da Giovanni Francesco Barbieri detto Guercino nel 1663, conservato nella Pinacoteca di Brera, Milano Storia La commissione della pala risale al 1663 ed è documentata dal Libro dei conti del Guercino.Il Libro dei conti è il registro amministrativo compilato dal fratello minore Paolo Antonio Barbieri dal 1629 al 1649, anno della sua morte, e proseguito dai familiari fino al 1666. Il 21 luglio di quell’anno il pittore ricevette dal «Molto Reverendo Padre Francesco Scannelli di Forlì» una caparra di 100 ducatoni, equivalenti a 125 scudi, per l’esecuzione di un dipinto raffigurante il beato Marcolino dell’Ordine domenicano, la Madonna con il Bambino e un angelo posto nella parte inferiore della composizione. L’opera, descritta nel registro come composta complessivamente da «tre figure e mezza», era stata concordata per il prezzo di 350 ducatoni. Il saldo, pari a 310 scudi, fu versato il 16 gennaio 1664.

Committente dell’opera fu Francesco Scannelli, medico, letterato e amico del Guercino, autore del trattato Il microcosmo della pittura, pubblicato nel 1657. La pala era destinata alla chiesa di San Domenico di Forlì, oggi parte del complesso che ospita il Museo Civico San Domenico. Carlo Cesare Malvasia la ricordò come «una tavola d’altare per Forlì col Beato Marcolino, l’angelo Custode, e gli altri angeli».

La presenza del dipinto nella chiesa forlivese fu registrata anche da Carlo Cignani nel manoscritto Le pitture più celebri di Forlì, redatto nel 1691 e successivamente trascritto da Marcello Oretti; la copia è conservata presso la Biblioteca comunale dell’Archiginnasio di Bologna, con segnatura Ms. B. 291.

In seguito la pala fu rimossa dalla chiesa e trasferita a Milano, dove entrò nelle collezioni della Pinacoteca di Brera con il numero d’inventario 283. Rimase esposta nell’edificio dell’Accademia fino al 1850, quando fu concessa in deposito a una chiesa di Castelnovo, nel territorio comasco. Nel 1921 la tela, ormai arrotolata, fu riportata a Brera, dove rimase a lungo dimenticata nei depositi.

L’opera, della quale si erano nel frattempo perdute le tracce, fu catalogata da Luigi Salerno sulla base dell’incisione eseguita da Andrea Bolzoni nel 1751. La tela fu poi riscoperta da Prisco Bagni nei depositi di Brera, in cattive condizioni di conservazione, e venne da lui pubblicata nel volume Il San Domenico di Forlì, con la relativa illustrazione. In vista della mostra Giovanni Francesco Barbieri: il Guercino, 1591-1666, allestita nel 1991 tra il Museo Civico Archeologico di Bologna, la Pinacoteca civica e la chiesa del Rosario di Cento, la tela fu sottoposta a restauro e nuovamente presentata al pubblico.

Soggetto Marcolino Amanni, religioso domenicano vissuto tra il XIII e il XIV secolo, è ricordato per la semplicità e la serenità della sua vita, per l’intensa spiritualità e per l’opera caritatevole svolta a favore dei poveri e dei fanciulli. Entrato all’età di dieci anni nel convento domenicano di San Giacomo Apostolo a Forlì, vi trascorse l’intera esistenza, dedicandosi alla preghiera, alla contemplazione e all’assistenza del prossimo.

La sua fama di santità, già diffusa tra i contemporanei, fu tramandata anche attraverso una Vita del beato Marcolino da Forlì composta dal domenicano Giovanni Dominici. Alla memoria del religioso è inoltre dedicato il codice Legenda Beati Jacobi et Beati Marcolini, conservato presso la Biblioteca comunale di Forlì, che raccoglie le vite di Marcolino e del beato Giacomo Salomoni.

Le spoglie di Marcolino sono oggi custodite nella cattedrale di Santa Croce di Forlì, mentre la sua antica urna funeraria, opera di Antonio Rossellino, è conservata nella Pinacoteca civica di Forlì. Descrizione e stile La composizione è articolata su due registri. In alto, la Vergine siede sulle nubi con il Bambino in grembo; indossa una veste rossa e un ampio manto azzurro, mentre con la mano destra compie un gesto rivolto verso il basso. Il Bambino, parzialmente coperto da un drappo bianco, si volge verso il beato Marcolino.

Nella parte inferiore, a sinistra, il beato è inginocchiato e raffigurato di profilo, con lo sguardo rivolto alla Vergine. Indossa l’abito domenicano bianco e nero e appoggia una mano al petto, mentre l’altra è sollevata verso l’apparizione. A destra si trova un angelo in piedi, con grandi ali chiare e una veste giallo dorata stretta in vita; il braccio destro è disteso verso il basso e il volto è rivolto verso lo spettatore.

Nella zona superiore destra compaiono alcuni angioletti tra le nubi. Sul lato sinistro si innalza un elemento architettonico con colonna e trabeazione, mentre sullo sfondo, tra le figure del beato e dell’angelo, si apre un paesaggio. Le figure sono disposte secondo un andamento verticale, dalla zona terrena in primo piano alla visione celeste della Vergine col Bambino. L’opera decorava l’altare che custodiva le spoglie del beato. È stato ipotizzato che la tela fosse collocata sulla parete di fondo della cappella, al di sopra del sarcofago marmoreo quattrocentesco contenente il corpo di Marcolino. Una simile sistemazione spiegherebbe il gesto dell’angelo, che indica con il dito un punto esterno alla scena dipinta e rivolto verso il basso, in direzione dell’urna funeraria sottostante. Nello stesso tempo il suo sguardo, insistentemente diretto verso chi osserva, richiama l’attenzione dello spettatore e lo invita a seguire l’indicazione della mano. Note

Bibliografia

Categoria:Dipinti del Guercino Categoria:Dipinti nella Pinacoteca di Brera Categoria:Dipinti sulla Madonna col Bambino