È riconosciuto universalmente come uno dei più grandi cineasti di sempre.
Biografia
A causa della malattia del padre, sofferente di tubercolosi, la famiglia Kieślowski era costretta a spostarsi in continuazione in località che disponessero di un sanatorio. Il padre morì quando Krzysztof aveva sedici anni. Si diplomò in tecniche teatrali, specializzandosi nella realizzazione di scenari. Nel 1969 si laureò alla Scuola di Cinema di Łódź, che all'epoca godeva di fama e prestigio internazionale. Iniziò così a girare documentari sia per la televisione sia per il cinema. Sarebbero stati proprio questi a fargli avere i primi problemi con le autorità.
Un suo documentario del 1971, Robotnicy 1971 - Nic o nas bez nas (Lavoratori 1971: Niente su di noi senza noi) sulla repressione violenta dello sciopero di Danzica, venne requisito dalla polizia che voleva identificare i partecipanti: Kieślowski rimase molto colpito da questo fatto, sentendosi quasi un traditore. Nel 1980, mentre filmava un deposito automatico dei bagagli per il documentario Dworzec (La stazione), la polizia gli sequestrò di nuovo la pellicola: il regista, ignaro, aveva ripreso una valigia contenente i resti di una donna fatta a pezzi dalla figlia che la polizia stava ricercando da tempo.
Entrò a far parte di una cerchia di registi che si proponeva di ritrarre la situazione della Polonia durante il comunismo. Una volta passato ai lungometraggi, per le sceneggiature il regista si avvalse della preziosa collaborazione dell'avvocato polacco Krzysztof Piesiewicz, con il quale avrebbe collaborato durante tutta la propria carriera cinematografica. Un altro suo abituale collaboratore fu il compositore polacco Zbigniew Preisner (che nella Trilogia dei Colori, La doppia vita di Veronica e nel nono capitolo del Decalogo diventa il fittizio compositore olandese Van den Budenmayer).
Krzysztof Kieślowski, in seguito ad un attacco di cuore, morì il 13 marzo 1996 durante un'operazione a cuore aperto. È seppellito nel cimitero Powązki di Varsavia, in Polonia. Uno dei progetti incompiuti del regista era quello di dirigere, oltre alla famosa Tre Colori, un'altra trilogia, basata questa volta su La divina commedia di Dante Alighieri. L'unica delle tre sceneggiature ad essere completata da Kieślowski e Piesiewicz, Heaven, è stata portata sullo schermo dal regista tedesco Tom Tykwer nel 2002. La seconda sceneggiatura di questa trilogia, cominciata da Kieślowski e terminata da Piesiewicz è L'enfer, diretto dal regista bosniaco Danis Tanović.
Stile
Il cinema di Kieślowski è caratterizzato dall'assenza di effetti speciali o spettacolari, dai dialoghi scarni e da sceneggiature che concentrano laceranti dilemmi etici ed esistenziali. Il grande regista Stanley Kubrick, che nutriva una sincera ammirazione per il regista polacco, una volta ebbe a dire:
Filmografia
Regista e sceneggiatore
Cinema Lungometraggi
La cicatrice (Blizna) (1976) Il cineamatore (Amator) (1979) Destino cieco, conosciuto anche come Il caso (Przypadek) (1981) Senza fine (Bez końca) (1985) Breve film sull'uccidere (Krótki film o zabijaniu) (1988) Non desiderare la donna d'altri (Krótki film o miłości) (1988) La doppia vita di Veronica (La double vie de Véronique/Podwójne życie Weroniki) (1991) Tre colori - Film blu (Trois couleurs : Bleu) (1993) Tre colori - Film bianco (Trois couleurs : Blanc) (1994) Tre colori - Film rosso (Trois couleurs : Rouge) (1994)
Cortometraggi e mediometraggi
Tramwaj (1966) Urząd (1966) Koncert życzeń (1967) Zdjęcie (1968) Dalla città di Łódź (Z miasta Lodzi) (1969) Byłem żołnierzem (1970) Fabryka (1970) Przed rajdem (1971) Ritornello (Refren) (1972) Miedzy Wroclawiem a Zielona Góra (1972) Podstawy BHP w kopalni miedzi (1972) Robotnicy 1971 Nic o nas bez nas, coregia di Pawel Kedzierski, Tadeusz Walendowski, Wojciech Wiszniewski e Tomasz Zygadlo (1972) Murarz (1973) Przejscie podziemne (1974) Przeswietlenie (1974) Pierwsza milosc (1974) Curriculum vitae (Zyciorys) (1975) L'ospedale (Szpital) (1976) Ciak (Klaps) (1976) Dal punto di vista di un portiere notturno (Z punktu widzenia nocnego portiera) (1977) Non lo so (Nie wiem) (1977) Sette donne di età diversa (Siedem kobiet w róznym wieku) (1978) La stazione (Dworzec) (1980) Le teste parlanti (Gadajace glowy) (1980) Sette giorni della settimana (Siedem dni w tygodniu) (1988)
Televisione
Il personale (Personel) (1975), film TV La tranquillità (Spokój) (1976), film TV Una breve giornata di lavoro (Krótki dzien pracy) (1981), film TV Decalogo (Dekalog) serie di dieci film TV (1988) Decalogo 1 (Dekalog, jeden) Decalogo 2 (Dekalog, dwa) Decalogo 3 (Dekalog, trzy) Decalogo 4 (Dekalog, cztery) Decalogo 5 (Dekalog, pięc) Decalogo 6 (Dekalog, sześć) Decalogo 7 (Dekalog, siedem) Decalogo 8 (Dekalog, osiem) Decalogo 9 (Dekalog, dziewięć) Decalogo 10 (Dekalog, dziesięć)
Sceneggiatore
Duże zwierzę, regia di Jerzy Stuhr (2000), postumo Heaven, regia di Tom Tykwer (2002), postumo L'enfer, regia di Danis Tanović (2005), postumo Nadzieja, regia di Stanisław Mucha (2007), postumo
Riconoscimenti Premio Oscar 1995 – Candidatura a miglior regista per Tre colori – Film rosso 1995 – Candidatura a miglior sceneggiatura originale per Tre colori – Film rosso
BAFTA 1995 – Candidatura a miglior film non in lingua inglese per Tre colori – Film rosso 1995 – Candidatura a miglior sceneggiatura originale per Tre colori – Film rosso 1995 – Candidatura a miglior regista per Tre colori – Film rosso
Festival di Cannes 1988 – In competizione per la Palma d'oro con Breve film sull'uccidere 1988 – Premio FIPRESCI per Breve film sull'uccidere 1988 – Premio della giuria per Breve film sull'uccidere 1991 – In competizione per la Palma d'oro con La doppia vita di Veronica 1991 – Premio FIPRESCI per La doppia vita di Veronica 1994 – In competizione per la Palma d'oro con Tre colori – Film rosso
Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia 1993 – Leone d'oro per Tre colori – Film blu
Festival internazionale del cinema di Berlino 1994 – Orso d'argento alla miglior regia per Tre colori – Film bianco
Premio César 1995 – Candidatura a miglior film per Tre colori – Film rosso 1995 – Candidatura a miglior regista per Tre colori – Film rosso 1995 – Candidatura a miglior sceneggiatura per Tre colori – Film rosso Onorificenze
Note
Bibliografia Krzysztof Kieślowski (1993), a cura di Mario Sesti, Dino Audino Editore (ISBN 88-86844-03-4) Krzysztof Kieslowski (1996), di Serafino Murri, Il Castoro (ISBN 88-8033-061-6) Kieślowski racconta Kieślowski (1998), di Danusia Stok, Il Castoro (ISBN 88-8033-108-6) La morale dell'altro. Scritti sull'inconscio dal «Decalogo» di Kieślowski (1998), di Gabriella Ripa di Meana, Liberal Libri (ISBN 88-8270-009-7) Garage. Cinema autori visioni. 3.Krzysztof Kieślowski (1999), Paravia (ISBN 88-395-6180-3) L'etica dello sguardo. Introduzione al cinema di Krzysztof Kieślowski (2000), di Stefania Rimini, Liguori (ISBN 88-207-2996-2) Krzysztof Kieślowski. Tre colori - Film Blu (2001), di Chiara Simonigh, Lindau (ISBN 88-7180-361-2) Tre colori: Film Blu di Krzysztof Kieślowski. Spunti per una lettura teologica con un saggio introduttivo sui fondamenti per un'analisi teologica del cinema, (2012), di Marco Cardinali, Il Pozzo di Giacobbe (ISBN 978-88-6124-189-3)
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Vincitori del Premio Flaiano di cinematografia Categoria:Orso d'argento per il miglior regista Categoria:Sepolti nel cimitero Powązki