Alfonsine (Agl'infulsẽ o Agl'infulsèn in romagnolo) è un comune italiano di abitanti della provincia di Ravenna in Emilia-Romagna.

È uno dei pochi casi, perlomeno regionali, di paese ricostruito in altro luogo dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale: fino al 1945 il centro urbano si trovava alla destra del Senio, oggi è alla sinistra del fiume. Il territorio circostante, risultato di lunghe opere di bonifica, mantiene una forte vocazione agricola estensiva.

Geografia fisica Territorio Alfonsine si trova nella bassa Romagna, all'incrocio tra il fiume Senio e la Strada statale 16 Adriatica, in una zona fertile in cui l'agricoltura è molto presente, soprattutto la frutticoltura e la viticoltura.

Clima

Il clima si alterna a periodi determinati da quello Mediterraneo e altri da quello Continentale. Il mese in cui si registra la temperatura più alta è agosto, dove si raggiungono per più giorni i 38° con punte oltre i 40. Raramente si hanno temporali piuttosto intensi (7/8 nei 3 mesi estivi), che talvolta possono portare grandine. L'autunno è condizionato molto spesso da venti di Bora di moderata intensità, alternati a giornate nebbiose. Già da inizio novembre le temperature sono prossime allo 0 nelle prime ore del giorno, per non superare i 20 gradi in quelle centrali.

In autunno è più facile imbattersi in precipitazioni piovose che, a differenza della stagione estiva, possono durare anche giorni. Da metà novembre si possono avere le prime occasionali nevicate, che tuttavia, assumono quantità rilevanti solo da metà dicembre, quando le temperature raggiungono i -5°. I venti di Bora e Tramontana possono raggiungere i . Gennaio e febbraio sono mediamente i mesi più freddi: le temperature scendono fino a -8°, con nevicate frequenti e spesso copiose. Marzo segna la fine della stagione fredda: si possono avere ancora nevicate abbondanti, seguite da temperature che possono raggiungere i 18 gradi.

Origini del nome Coesistono due principali ipotesi sulle origini del nome di Alfonsine: la prima, basata su documenti risalenti al XVI secolo, e più accreditata, si rifà al conte Alfonso Calcagnini († 1510), che iniziò la bonifica di queste terre, che furono perciò chiamate "le Alfonsine" (terre di Alfonso). In romagnolo il toponimo resta tutt'oggi al plurale: agl'Infulsen; la seconda (meno accreditata) si deve ad Antonio Polloni nella sua Toponomastica Romagnola (1966). Lo studioso ipotizza che il toponimo le Alfonsine derivi da fossa-æ, "canale, fossato scavato dall'uomo", e che solo in un secondo tempo — e per pura coincidenza — sarebbe stato influenzato dal nome di Alfonso Calcagnini.

Storia Dalla fondazione al Regno d'Italia Le origini di Alfonsine risalgono al 1464, quando il territorio attorno a Fusignano, costituito prevalentemente da acquitrini e valli palustri, fu donato da Borso d'Este al giovane Teofilo Calcagnini (nato nel 1441). La concessione fondiaria precorse la sua elevazione alla condizione di nobile, che giunse pochi anni dopo, quando i Calcagnini ottennero dall'imperatore Federico III d'Asburgo il titolo di conte palatino. Il conte Teofilo avviò un'ingente opera di bonifica dei suoi territori. Nel 1468 cercò di ampliare il feudo acquistando da Pietro Piemontesi, un veneziano, le valli a nord di Fusignano. Alla sua morte, nel 1488, gli successe il figlio Alfonso I, che proseguì la bonifica delle terre, che da lui presero il nome "le Alfonsine". Il nucleo originario del paese si sviluppò in parte alla sinistra del fiume Senio, come "Borghetto delle Alfonsine", e in parte sulla destra, intorno alla chiesa di Nostra Signora, eretta nel 1502La chiesa fu distrutta dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale., grazie alla bonifica avviata dal figlio di Teofilo, Alfonso Calcagnini, che governò in quel periodo su quelle terre.

Il luogo, da sempre zona di confine tra i territori ravennati e ferraresi, fu oggetto di secolari e a volte drammatiche lotte per il predominio. Al tempo dei Calcagnini Ravenna era in mano ai veneziani, che avevano cacciato i Da Polenta nel 1441. Essi cercarono di ampliare la loro zona d'influenza verso il Santerno ed il Senio; i marchesi d'Este (ferraresi) premevano da nord verso le stesse zone. Un compromesso fra i veneziani e gli Este fu stipulato nel 1506: la zona di Alfonsine fu data a Ravenna. Come linea di confine tra i rispettivi territori furono fissati il fiume Senio e la «via Reale» (l'odierna S.S. "Adriatica"). La «via Reale» deriva il suo nome dal fatto che attraversava una zona dove il piano di campagna era basso, che tendeva ad essere sommersa dall'acqua. La strada fu certamente costruita su un argine che si elevava sulla palude circostante. Strè élta potrebbe essere il suo nome originale (oppure Arièla, cioè "grandiosa", "maestosa" in romagnolo).

Nel 1509 terminò la signoria veneziana su Ravenna. I territori da essa amministrati passarono sotto il controllo dello Stato della Chiesa. Papa Leone X investì ufficialmente i Calcagnini del diritto di proprietà sulle loro terre, legittimando in tal modo la donazione estense. Il loro feudo comprese anche i fondi già appartenuti ai monaci di S. Maria in PortoSituata presso l'abitato di Conventello, una frazione di Ravenna. ed ai nobili Rasponi; assunse la denominazione di "Territorio Leonino", dal nome del pontefice. I Calcagnini si trovarono così ad essere feudatari sia della Chiesa che degli Este. Il privilegio venne riconfermato da Clemente VIII alla fine del secolo.

Durante la dominazione napoleonica, nel 1814 Alfonsine ottenne l'elevazione a Comune. Il primo podestà fu Giuseppe Corelli. L'anno seguente, dopo la caduta di Napoleone, il paese ritornò alla Santa Sede, inserito nella Legazione di Ravenna.Nel giugno 1859, con la caduta del potere pontificio in Romagna, Alfonsine fu annessa al Regno di Sardegna, che nel 1861 divenne Regno d'Italia.

Il Novecento

All'alba del XX secolo Alfonsine era attraversata da forti tensioni sociali. Le dure condizioni di vita avevano portato, alla fine del secolo precedente, alla formazione, da un lato, di bande di malfattori e dall'altro di associazioni di natura assistenziale e politica impegnate a favore delle classi meno abbienti.

Il paese poi viene messo di nuovo a dura prova dallo scoppio dei disordini della "Settimana rossa", che ad Alfonsine si manifestò molto violentemente: la chiesa principale e il municipio andarono a fuoco (11 giugno 1914).

Anche il secondo conflitto mondiale fu particolarmente duro. Il fronte, infatti, si arrestò dall'autunno del 1944 alla primavera del 1945 lungo il fiume Senio, che scorre vicino al centro abitato. Tra il dicembre 1944 e il 10 aprile 1945, gli alleati combatterono contro i tedeschi in cruenti scontri. Il 15 dicembre 1944 si verificò il bombardamento più disastroso: morirono 11 persone, tutte residenti in via Tranvia. Il 10 aprile 1945 Alfonsine fu liberata dal Gruppo di Combattimento "Cremona". All'indomani della liberazione la cittadina offriva un panorama desolante: il 70% delle abitazioni era distrutto e il centro storico era completamente raso al suolo, essendo stato dapprima pesantemente bombardato dagli alleati, e in seguito minato dei tedeschi prima della loro ritirata verso nord.

Ad Alfonsine, come in altri centri della Bassa Romagna, furono compiuti delitti anche dopo la Liberazione. La sera del 5 maggio 1945 furono prelevati dalle proprie case Giuseppe Marini, industriale, e altre tre persone molto conosciute in paese. I loro corpi furono trovati solamente sedici anni dopo, nel settembre 1961.

Il centro di Alfonsine fu ricostruito tra il 1946 e il 1956 su progetto dell'architetto Giuseppe Vaccaro.

Simboli

Lo stemma risale al 1814 quando Alfonsine ottenne il diritto di diventare un comune autonomo. Poiché il territorio era in parte sotto la legislazione ravennate e in parte sotto quella dei Calcagnini, il comune pose nel suo stemma il leone dei CalcagniniStemma della famiglia Calcagnini: di rosso, al leone illeopardito d'oro, fermo e appoggiato con l'anteriore sinistro sopra una palla dello stesso. ed il pino, presente nello stemma di Ravenna.

Un tempo recava anche la tiara e le chiavi pontificie, per concessione di papa Gregorio XVI, poi omesse in seguito al passaggio della Provincia al Regno d'Italia.

Onorificenze Alfonsine è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione, insignita della medaglia d'argento al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per l'attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale:

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose A causa delle devastazioni subite durante la seconda guerra mondiale sono pochi gli edifici storici sopravvissuti in paese. Tra quelli più significativi si ricorda l'Oratorio di S. Vincenzo Ferrari, risalente alla metà del XVIII secolo. Al suo interno è tuttora custodita una tela della Madonna attribuita alla scuola dei Longhi. In piazza Vincenzo Monti, alla vecchia chiesa parrocchiale si è sostituita la Chiesa del Sacro Cuore. Di costruzione recente anche la chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria, in corso della Repubblica.

A pochi chilometri dal centro abitato si trova il santuario mariano dove si venera la «Madonna del Bosco», alla cui intercessione la tradizione ha attribuito diversi miracoli.. Prende il nome dal bosco che occupava il terreno circostante. Nell'aprile 1714 in quel luogo un taglialegna era morto tragicamente durante l'abbattimento di un albero. Come tradizione, si era appesa un'immagine votiva in ceramica maiolicata ad un albero vicino al luogo della disgrazia«Le Alfonsine», 15 dicembre 2021, pag. 7.. Il luogo divenne meta di pellegrini e devoti. Al culto, all'aperto, fece seguito la costruzione di una cappella e poi di un oratorio. Nel corso del XIX secolo l'edificio si deteriorò progressivamente. Negli anni venti del XX secolo gli alfonsinesi decisero di costruirne uno nuovo. La nuova chiesa venne edificata negli anni 1928-29 poco distante dal tempio precedente. Distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, è stata ricostruita nel 1951-1952. L'immagine della Madonna del Bosco è invece quella originale, salvata dalle bombe dal parroco dell'epoca. È collocata in una teca di plexiglas sopra l'altare. All'interno della chiesa è conservata anche un'interessante raccolta di ex voto del XVIII e XIX secolo. È l'unico santuario mariano della "Bassa" nella diocesi di Faenza-Modigliana.

Architetture civili Degno di nota, nella piazza centrale, il grande monumento alla Resistenza, Trionfo della Resistenza, un'opera di Angelo Biancini compiuta fra il 1970 e il 1973.

Aree naturali

A metà strada tra le valli di Argenta e quelle di Comacchio, inserita all'interno del vasto Parco regionale del Delta del Po, si trova la Riserva naturale speciale di Alfonsine, un insieme di tre aree ricavate da zone un tempo occupate dall'uomo che sono state rinaturalizzate.

Società Evoluzione demografica

Etnie e minoranze straniere Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania 280 2,26% Marocco 224 1,81%

Religione La patrona di Alfonsine è la Madonna delle Grazie. L'immagine (una tabella ceramicata forse risalente al XVII secolo) fu venerata per circa un secolo «nel prato Savanuzza sul pilastrino presso l'argine del Po vecchio»Gianfrancesco Rambelli, Memorie storiche di Alfonsine (Imola, 1833).. Nel XVIII secolo fu traslata nella chiesa arcipretale e collocata nell'altare maggiore. Nel XIX secolo la chiesa, dedicata originariamente alla Madre di Dio (Bolla pontificia di Leone XIII del 1519), assunse il nuovo titolo di Santa Maria delle Grazie.