Il campionato mondiale di Formula 1 1977 organizzato dalla FIA è stato, nella storia della categoria, il 28° ad assegnare il campionato piloti e il 20° ad assegnare il campionato costruttori. È iniziato il 9 gennaio e terminato il 23 ottobre dopo 17 gare, una in più rispetto alla stagione precedente. Il titolo piloti andò per la seconda volta a Niki Lauda e il titolo costruttori per la quinta volta alla Scuderia Ferrari.

La pre-stagione Il calendario Le gare furono 17, con il rientro del Gran Premio d'Argentina, anche se inizialmente la sua data fu incerta per l'ipotesi che potesse slittare al 6 febbraio. Tale numero di gare fu record, uguagliato nel e battuto nel . Il calendario vide poche modifiche, con il Gran Premio del Belgio spostato dopo quello di Monaco, e con l'inversione tra Mosport e Watkins Glen. Inizialmente il Gran Premio del Giappone era stato fissato al 17 aprile, poi fu riportato a ottobre.

Gara Nome ufficiale del Gran Premio Circuito Sede DataOraDiretta TVLocaleUTCITA 1 Gran Premio de la República Argentina Autódromo Municipal Ciudad de Buenos Aires Buenos Aires 9 gennaio16:0019:0020:00Rete 2 2 Grande Prêmio do Brasil Circuito di Interlagos San Paolo 23 gennaio12:0015:0016:00 3 South African Grand Prix Circuito di Kyalami Midrand 5 marzo12:3010:3011:30 4 United States Grand Prix WestIl Gran Premio degli Stati Uniti d'America-Ovest era noto anche come Grand Prix of Long Beach. Circuito di Long Beach Long Beach 3 aprile13:0021:0022:00Rete 1 5 Gran Premio de España Circuito permanente del Jarama San Sebastián de los Reyes 8 maggio16:20Il Gran Premio di Spagna, previsto per le 16:00, iniziò con venti minuti di ritardo per il prolungarsi della visita del Re Juan Carlos I di Spagna ai piloti.15:2016:20Rete 2 6 Grand Prix Automobile de Monaco Circuito di Monte Carlo Monaco 22 maggio15:3014:3015:30Rete 2 / Telemontecarlo 7 Grote Prijs van België Circuito Terlaemen di Zolder Heusden-Zolder 5 giugno15:0014:0015:00Rete 2 8 Gislaved Sveriges Grand Prix Circuito di Anderstorp Anderstorp 19 giugno13:0012:0013:00 9 Grand Prix de France Circuito di Digione-Prenois Prenois 3 luglio14:0013:0014:00 10 John Player British Grand PrixIl Gran Premio di Gran Bretagna fu valido anche come Gran Premio d'Europa. Circuito di Silverstone Silverstone 16 luglio15:0015:0016:00 11 Großer Preis von Deutschland Hockenheimring Hockenheim 31 luglio13:3012:3013:30 12 Gröbel Möbel Großer Preis von Österreich Österreichring Spielberg bei Knittelfeld 14 agosto 14:0013:0014:00 13 Grote Prijs van Nederland Zandvoort Park Zandvoort 28 agosto 15:0014:0015:00 14 Gran Premio d'Italia Autodromo nazionale di Monza Monza 11 settembre15:3014:3015:30 15 Toyota Grand Prix of the United StatesIl gran premio corso a Watkins Glen venne definito anche Gran Premio degli Stati Uniti d'America-Est, per distinguerlo da quello corso a Long Beach. Watkins Glen International Watkins Glen 2 ottobre14:1519:1520:15Non trasmesso 16 Labatt's 50 Canadian Grand Prix Mosport International Raceway Bowmanville 9 ottobre14:0019:0020:00 17 Japanese Grand Prix Fuji International Speedway Oyama 23 ottobre9:000:001:00

Accordi e fornitori

La stagione rischiò di saltare per il mancato accordo tra i costruttori e la WCR (World Championship Racing), l'associazione che raggruppava in sé gli organizzatori di molti gran premi. Quest'ultima offriva un ingaggio base per ciascuna gara di 250.000 dollari, aumentato del 10% più il 50% della differenza tra gli incassi delle edizioni dei gran premi del 1976 e quello del 1977. Si affacciò l'ipotesi di un campionato alternativo, al di fuori del controllo diretto della federazione internazionale. Il 21 dicembre 1976 venne raggiunto l'accordo sulla base di un ingaggio di 300.000 dollari a gran premio.

Venne mantenuta la collaborazione tra la Brabham e l'Alfa Romeo come motorista, anche se ne era stata messa in dubbio la prosecuzione nel corso del 1976. Ad eccezione però del team di Bernie Ecclestone e della Ligier motorizzata Matra, tutti gli altri assemblatori, che non costruivano in proprio il motore, continuavano ad affidarsi al tradizionale Ford Cosworth DFV.

Il monopolio sugli pneumatici della Goodyear venne spezzato dalla francese Michelin che fornì le coperture alla connazionale Renault. Il gommista, all'esordio nella Formula 1, aveva ottenuto ottimi risultati sia nelle gare di durata, con vittorie alla 24 Ore di Le Mans, che nel Motomondiale (nel 1976 aveva vinto il titolo in 125 cm³, 250 cm³, 350 cm³ e 500 cm³). Nel Gran Premio del Giappone si rividero nuovamente la Dunlop (questo fu l'ultimo gran premio al quale partecipò il gommista britannico), che forniva le coperture alla Tyrrell della scuderia Meiritsu, e la Bridgestone, fornitrice per la Kojima, sia ufficiale che clienti. Per il gommista giapponese fu l'ultimo gran premio del mondiale, fino al Gran Premio d'Australia 1997.

La Tyrrell ottenne il sostegno finanziario della First National City Travellers Cheks, sponsor della Penske nel 1976 e di Ronnie Peterson.

Scuderie e piloti Scuderie

Il canadese Walter Wolf, dopo aver acquisito il controllo della Frank Williams Racing Cars l'anno precedente, in cui aveva schierato delle vetture costruite dalla Hesketh, decise di costruire la monoposto in proprio.

Si rivide la BRM che nel 1976 aveva disputato il solo Gran Premio del Brasile. La casa inglese però saltò il gran premio inaugurale, il Gran Premio di Long Beach, quello di Monaco, quello Austria e i tre ultimi appuntamenti. Di fatto il Gran Premio d'Italia rappresentò l'ultimo gran premio nel mondiale per la casa britannica, dopo 197 gran premi e 23 stagioni.

Dal Gran Premio del Sudafrica si rivide la scuderia britannica RAM che, dopo aver impiegato delle Brabham nel 1976, passò all'impiego di March. Da questo gran premio impiegò una March privata anche la Chesterfield Racing. Quest'ultima dal gran premio del Belgio, passò all'uso di una McLaren.

La statunitense Penske, che aveva vinto il Gran Premio d'Austria 1976 con John Watson, decise di abbandonare la massima formula e cedette le sue vetture a un team tedesco, l'Auto Technisches Spezialzubehör (ATS), che fece il suo esordio nel Gran Premio di Long Beach, quarta prova stagionale.L'acronimo ATS venne impiegato negli anni sessanta per indicare la scuderia italiana Automobili Turismo e Sport. Per distinguerle l'Auto Technisches Spezialzubehör venne chiamata anche ATS tedesca in contrapposizione all'ATS italiana. La scuderia non partecipò agli ultimi tre gran premi stagionali, anche se, nelle due trasferte nordamericane, una Penske fu portata in gara dallInterscope Racing.

Nel Gran Premio di Spagna vi fu l'esordio assoluto come costruttore per la britannica LEC. La scuderia britannica aveva già partecipato a qualche gara nel , utilizzando una March 731. In quel gran premio si rivide anche la Hesketh. La LEC abbandonò il mondiale dopo il grave incidente subito da David Purley nelle prequalifiche del Gran Premio di Gran Bretagna. In Spagna esordì anche il Team Merzario, la British Formula 1 Team (che impiegavano una March) e lIberia Airlines, che utilizzava una McLaren M23. La presenza di queste scuderie private non fu però costante nel corso della stagione. Vi fu anche l'esordio per la Williams Grand Prix Engineering, rifondata da Frank Williams, che utilizzava una March.

A Silverstone si registrò l'esordio effettivo per la Renault. La casa transalpina, che non aveva mai preso parte a nessun gran premio di F1, ma aveva partecipato negli anni cinquanta a delle edizioni della 24 Ore di Le Mans, presentò il modello RS01. Era spinto, per la prima volta per una vettura di Formula 1, da un motore turbo V6, da 1.500 cm³. I motori sovralimentati erano ammessi da sempre in Formula 1 ma non erano stati utilizzati da molto tempo (gli ultimi risalivano agli anni cinquanta ed erano sovralimentati da un compressore), in quanto si considerava troppo sfavorevole il rapporto di cilindrata ammessa, rispetto a quanto concesso ai motori a pressione atmosferica. La casa francese non partecipò ai successivi due gran premi, si rivide in Olanda e saltò l'ultima gara in Giappone.

Vi fu, a Silverstone, anche l'unica apparizione nel mondiale per la McGuire, un costruttore britannico, che utilizzava una Williams FW04 modificata e denominata McGuire BM1. Nel gran premio vi fu la solita apparizione di molti team privati britannici. Vi fu l'esordio per la Theodore Racing, team di Hong Kong, che utilizzava una Ensign, e che fu una presenza costante negli appuntamenti successivi.

A Zandvoort si rivide la Boro, scuderia olandese che aveva disputato cinque gran premi nel . La casa tentò poi di qualificarsi solo nel Gran premio di Monza, prima di abbandonare le competizioni. Arturo Merzario aveva annunciato a luglio la volontà di far debuttare una propria vettura nel Gran Premio d'Italia. Merzario affermò di sperare di ottenere un propulsore dall'Alfa Romeo, che già riforniva la Brabham. Il comasco utilizzò invece ancora una March.

In Giappone fece la sua riapparizione, per l'ultima volta nel mondiale, la Kojima. Una vettura venne affidata al team privato Heros Racing Corporation, mentre l'altro team nipponico Meritsu Racing Team, utilizzò una Tyrrell.

Piloti

La Ferrari liberò Clay Regazzoni, che venne sostituito da Carlos Reutemann, che nel aveva corso nei primi gran premi con la Brabham, per poi affrontare il Gran Premio d'Italia col Cavallino. Il ticinese, invece, vicino alla firma con McLaren e la stessa Brabham per il 1977, dovette ripiegare sull'Ensign, dove prese il posto di Jacky Ickx. Alla Brabham, dove restava Carlos Pace e alla quale era stato avvicinato anche Vittorio Brambilla, passò invece John Watson, che nel 1976 aveva corso con la Penske.

Il campione del mondo James Hunt continuò a far coppia con Jochen Mass alla McLaren, anche se il tedesco aveva inizialmente annunciato il suo passaggio alla March. Questa non confermò nessuno dei piloti della stagione 1976, e si affidò ad Alex-Dias Ribeiro (per lui un gran premio nel 1976 con la Hesketh) e a Ian Scheckter, che rientrava nella massima formula dai tempi del GP di Kyalami dell'anno precedente. Tra i suoi ex piloti Vittorio Brambilla passò alla Surtees, per far coppia con Hans Binder, impiegato dalla Wolf Williams nell'ultimo gran premio del 1976; Ronnie Peterson approdò alla Tyrrell, a far coppia con Patrick Depailler, mentre Hans-Joachim Stuck rimase senza volante. Jody Scheckter, lasciata la Tyrrell, approdò alla neonata Wolf.

Venne confermata la coppia Mario Andretti-Gunnar Nilsson alla Lotus. L'italiano Renzo Zorzi tornò in F1, dopo le esperienze del 1975 e 1976 con la Williams, e sostituì Jean-Pierre Jarier alla Shadow (ove restò Tom Pryce). La BRM ripropose Larry Perkins: l'australiano nella stagione precedente aveva corso con Boro e Brabham. La Ligier confermò Jacques Laffite, mentre la Copersucar affiancò nuovamente a Emerson Fittipaldi l'altro pilota brasiliano Ingo Hoffmann, già schierato in quattro gare nel 1976.

In Sudafrica la March sostituì Ian Scheckter con Hans-Joachim Stuck, già impiegato dalla scuderia britannica in 35 gran premi tra il e il . Vennero iscritte anche due March private: una per Boy Hayje dalla RAM (che nel 1976 aveva presentato delle Brabham private), l'altra dalla Chesterfield Racing per Brett Lunger. Il primo mancava dal Gran Premio d'Olanda 1976, mentre Lunger dal Gran Premio degli Stati Uniti d'America-Est 1976, corso con la Surtees. La Copersucar decise di impiegare il solo Emerson Fittipaldi.