Il campionato mondiale di Formula 1 1983 organizzato dalla FIA è stato, nella storia della categoria, il 34° ad assegnare il campionato piloti e il 26° ad assegnare il campionato costruttori. È iniziato il 13 marzo e terminato il 15 ottobre, dopo 15 gare, una in meno della stagione precedente. Il titolo dei piloti è andato per la seconda volta a Nelson Piquet e il titolo costruttori per l'ottava volta alla Ferrari.

Nella stagione venne disputato l'ultimo Gran Premio della storia non valido per il mondiale: la Race of Champions.

La pre-stagione Il calendario Il 4 novembre 1982 venne presentato il progetto di calendario per la stagione 1983. Il Gran Premio del Brasile diveniva la prima gara stagionale, dopo che si era deciso di posticipare al 29 ottobre il Gran Premio del Sudafrica. Il Gran Premio di Francia veniva spostato ad aprile, dalla sua tradizionale data estiva, mentre il Gran Premio di Monaco veniva anteposto a quello del Gran Premio del Belgio. Il Gran Premio di Svizzera scambiava il posizionamento con la gara in Olanda, che veniva inserita a fine agosto, dopo le gare di Gran Bretagna, Germania e Austria. Era prevista una gara a New York, a settembre, prima di una a Las Vegas.

Successivamente vennero cancellati il GP di Svizzera, ma con la possibilità che nella stessa data, e sempre a Digione, si potesse tenere un Gran Premio d'Europa, il GP di New York, e quello di Las Vegas. Solo a fine giugno venne inserito in calendario il Gran Premio d'Europa, da tenersi però sul Circuito di Brands Hatch, il 25 settembre; venne anche anticipata al 15 ottobre, vista l'assenza della gara di Las Vegas del 9 ottobre, la gara del Sudafrica, prevista inizialmente per il 29.

Gara Nome ufficiale del gran premio Circuito Sede Data OraDiretta TVLocaleUTCITA 1 Grande Prêmio do Brasil Circuito di Jacarepaguá Rio de Janeiro 13 marzo13:3016:3017:30Rete 2 / Telemontecarlo 2 Toyota United States Grand Prix WestIl Gran Premio degli Stati Uniti d'America-Ovest era noto anche come Grand Prix of Long Beach. Circuito di Long Beach Long Beach27 marzo13:3021:3023:30Rete 1 3 Grand Prix de France Circuito Paul Ricard Le Castellet 17 aprile14:3012:3014:30Rete 2 4 Gran Premio di San Marino Autodromo Dino Ferrari Imola 1º maggio14:3012:3014:30 5 Grand Prix Automobile de Monaco Circuito di Monte Carlo Monaco 15 maggio 15:3013:3015:30 6 Grand Prix de Belgique Circuito di Spa-Francorchamps Francorchamps 22 maggio 14:3012:3014:30 7 United States Grand Prix EastIl Gran Premio degli Stati Uniti d'America-Est era noto anche come Detroit Grand Prix. Circuito di Detroit Detroit 5 giugno12:0016:0018:00Rete 2 / Telemontecarlo 8 Grand Prix Labatt du Canada Circuit Gilles Villeneuve Montréal 12 giugno 12:30Il Gran Premio del Canada partì con mezz'ora di ritrardo, per un black out che coinvolse tutta l'area di Montréal. 16:3018:30 9 Marlboro British Grand Prix Circuito di Silverstone Silverstone 16 luglio14:3013:3015:30Rete 2 10 Großer Preis von Deutschland Hockenheimring Hockenheim 7 agosto14:3012:3014:30 11 Holiday Großer Preis von Österreich Österreichring Spielberg bei Knittelfeld 14 agosto14:3012:3014:30 12 Grote Prijs van Nederland Zandvoort Park Zandvoort 28 agosto14:3012:3014:30Rete 2 / Telemontecarlo 13 Gran Premio d'Italia Autodromo nazionale di Monza Monza 11 settembre15:3013:3015:30 14 John Player Grand Prix of Europe Circuito di Brands Hatch West Kingsdown 25 settembre13:4513:4514:45 15 Southern Sun Hotels South African Grand Prix Circuito di Kyalami Midrand 15 ottobre13:3011:3012:30Rai 2/Telemontecarlo

Accordi e fornitori

La grande competitività dimostrata negli anni dai motori turbo spinse molti costruttori a cercare una fornitura di questo tipo di propulsori, al fine di sostituire i tradizionali Ford Cosworth DFV, che ancora equipaggiavano la maggior parte delle scuderie.

Dal Gran Premio di Gran Bretagna la Honda rientrò nel mondiale di F1 (da cui mancava dal Gran Premio del Messico 1968), quale fornitrice dei motori per il team Spirit, anch'esso esordiente nel mondiale. La casa nipponica preparò un motore turbo, denominato RA163, V6 da 1.500 cm³.

La Techniques d'Avant Garde, società lussemburghese di proprietà dell'uomo d'affari Mansour Ojjeh, annunciò la realizzazione di un nuovo propulsore turbo, in collaborazione con la Porsche, utilizzato, per la stagione 1983, dalla McLaren. L'impiego divenne effettivo solo dal Gran Premio d'Olanda, dodicesima prova stagionale. La Renault, dal suo canto, rese noto che dal 1983 avrebbe fornito i suoi motori turbo anche alla Lotus. Per la prima volta la casa francese diventava fornitrice per un altro costruttore. La Lotus aveva compiuto dei colloqui anche con la Toyota. Anche la BMW, che già supportava la Brabham, decise di ampliare la sua fornitura di motori turbo alla scuderia tedesca ATS.

La Matra uscì definitivamente dalla Formula 1, non rifornendo più il motore alla Ligier. La Matra aveva esordito nel come motorista, abbandonando la categoria, e rientrandovi, a più riprese. In 114 GP aveva ottenuto 3 vittorie, 4 pole position e 5 giri veloci. La Ligier cercò di appoggiarsi anch'essa alla Renault, ma dovette ripiegare sul Ford Cosworth.

L'Osella, da questa stagione, ottenne la fornitura di motori V12, aspirati non turbo, da parte dell'Alfa Romeo, anche se per le prime gare, fino a quella di Imola, il costruttore italiano proseguì a impiegare solo il Ford Cosworth.

In merito alla fornitura degli pneumatici la Brabham abbandonò le Goodyear per passare alle Michelin, mentre la Lotus scelse le Pirelli, in luogo anch'essa delle coperture statunitensi. L'Arrows seguì il percorso inverso, utilizzando le Goodyear. Anche l'Osella cambiò fornitore, abbandonando la Pirelli e scegliendo la Michelin.

La Tyrrell ottenne la sponsorizzazione della casa italiana d'abbigliamento Benetton, con la scuderia che venne ribattezzata Benetton Tyrrell.

Scuderie e piloti Scuderie

Poco prima del termine della stagione 1982 l'Alfa Romeo mise in dubbio la prosecuzione del suo impegno in F1, almeno come costruttore, per la stagione seguente. La casa italiana era infatti propensa solo a rifornire i propri motori, a scuderie quali Ligier, Tyrrell o Williams. La casa italiana rimase nel campionato ma affidò la gestione sportiva a una scuderia privata, l'Euroracing, che si impegnava a partecipare ai campionati 1983 e 1984, con un'opzione per la fornitura di motori anche per la stagione 1985. L'Euroracing, guidata da Giampaolo Pavanello, aveva iniziato la sua carriera motoristica nel 1975, e aveva conquistato a più riprese i titoli europei in Formula 3.

Chi non si iscrisse più al campionato fu la scuderia brasiliana Fittipaldi Automotive, che abbandonò il mondiale dopo 8 stagioni. Dopo l'esordio, nel Gran Premio d'Argentina 1975 come Copersucar, dal nome dello sponsor, utilizzò, dal 1980, la denominazione Fittipaldi. Corse in totale 103 gran premi, conquistando tre podi.

La RAM, scuderia inglese che aveva partecipato al campionato tra il e il , utilizzando telai costruiti dalla March, dalla Brabham e dalla Williams, e che dal 1981 aveva stretto un rapporto di collaborazione proprio con la March, decise di costruire, per la prima volta, una propria monoposto. La vettura venne denominata RAM-March.

La Theodore Racing e l'Ensign giunsero a una sorta di fusione. La Theodore che, aveva già utilizzato un telaio dell'Ensign nel , rilevò il progetto della vettura (ribattezzata ET183) e il titolare della Ensign, Mo Nunn e il progettista Nigel Bennett rimasero nel nuovo team con i rispettivi ruoli.

Fece il suo esordio, dalla gara di Silverstone la scuderia britannica Spirit. Il team fu fondato nel 1981 da John Wickham e Gordon Coppuck, quest'ultimo progettista di assoluta fama. Dopo aver partecipato al campionato europeo di F2 1982, in stretta collaborazione con la Honda, accompagnò il costruttore nipponico anche nella massima categoria. L'esordio assoluto avvenne nella Race of Champions, gara non titolata, disputata in primavera a Brands Hatch.

All'ultima gara della stagione, in Sudafrica, non parteciparono la Theodore Racing, che così abbandonò definitivamente la Formula 1, e la Spirit, che invece proseguì l'impegno in F1 nel 1984.

Piloti

Prima del Gran Premio d'Italia 1982 la Scuderia Ferrari annunciò che René Arnoux, pilota della Renault, avrebbe fatto coppia con Patrick Tambay per la stagione 1983. La scuderia italiana si riservò di fare correre una terza vettura, nel caso in cui Didier Pironi, infortunatosi nel corso delle prove del Gran Premio di Germania, avesse potuto tornare a competere. Inoltre venne prospettato anche l'ingaggio di un pilota di riserva, al fine di coprire eventuali indisponibilità dei piloti titolari. La casa italiana, infine, svelò come la sua volontà di ingaggiare Michele Alboreto era stata bloccata dal contratto che legava il pilota milanese alla Tyrrell. Al posto di Arnoux la Renault ingaggiava Eddie Cheever, pilota statunitense della Ligier.

Anche l'altro pilota della Ligier, il francese Jacques Laffite, passava ad altra scuderia, la Williams. Laffite abbandonava la Ligier dopo 7 stagioni e 108 gran premi, che per l'epoca rappresentava il record di gare corse in F1 per un pilota con uno stesso costruttore. La Ligier li sostituì con Jean-Pierre Jarier, proveniente dall'Osella, e Raul Boesel, ex della March.

La Tyrrell ingaggiò, al posto di Brian Henton, il giovane statunitense Danny Sullivan, con esperienza in Indycar e CanAm. L'ATS iscrisse una sola vettura al campionato: ciò liberò Eliseo Salazar che trovò il volante della March, da questa stagione ribattezzata RAM-March.

L'Alfa Romeo sostituì Bruno Giacomelli con Mauro Baldi, proveniente dall'Arrows. Giacomelli trovò un volante alla Toleman, dove prese il posto di Teo Fabi.

L'Arrows iscrisse il campione del mondo , l'australiano Alan Jones. Per la prima gara stagionale, in Brasile, Jones non era in condizioni fisiche adeguate, essendosi fratturato una gamba cadendo da cavallo; venne perciò sostituito da Chico Serra, ex pilota della Fittipaldi.

L'Osella aveva, in un primo momento, iscritto Corrado Fabi, fratello di Teo, all'esordio nel mondiale, e Beppe Gabbiani, al ritorno nel mondiale dopo due stagioni. Prima dell'inizio della stagione però la scuderia piemontese lo sostituì con Piercarlo Ghinzani, già impiegato nel 1981.

La Theodore Racing, fusa con l'Ensing, confermò uno dei piloti di quest'ultima, Roberto Guerrero, e fece esordire nel mondiale Johnny Cecotto. Il venezuelano, che era stato vicino all'impiego, nel 1982, da parte della Fittipaldi e dell'Osella, proveniva dal motociclismo, ove aveva vinto il motomondiale nel 1975 nella classe 350.

Nel GP Usa Ovest Alan Jones riprese il suo volante all'Arrows, ove era stato sostituito da Chico Serra nella prima gara in Brasile. Jones, che aveva vinto il titolo nel , rientrava nella massima formula dopo un anno di assenza. La sua ultima gara era stato il Gran Premio di Las Vegas 1981 (tra l'altro vinto dall'australiano), disputato con la Williams. Il contratto era a gettone, e avrebbe dovuto essere rinegoziato dopo la gara di Imola. Dal GP di Francia, all'Arrows, Chico Serra subentrò nuovamente ad Alan Jones, che aveva disputato il GP di Long Beach e la Race of Champions. La RAM portò, per la prima volta nella stagione iridata, una seconda vettura, affidata al francese Jean-Louis Schlesser, all'esordio nel mondiale di F1, dopo aver presto parte anch'egli alla Race of Champions. Dal Gp di Spa il pilota belga Thierry Boutsen sostituì, sempre alla Arrows, Serra. Il belga, all'esordio nella massima formula, aveva colto, nelle stagioni precedenti, diversi piazzamenti nel Campionato europeo di Formula 2, cogliendo due volte il secondo posto nel campionato e una volta il terzo.